Di e con Roberto Caccavo
musiche dal vivo Valentino Receputi
foto Alessandro Botticelli
promozione Valentina Panza
produzione 2008 Babalush e Capesante
Lo spettacolo diretto e interpretato da Roberto Caccavo ha debuttato in prima nazionale il 23 gennaio 2008 al Teatro Il Pozzo e il Pendolo di Napoli - Festival Presente Indicativo
Lo spettacolo
Lo spettacolo parla di incontri, scontri, rincontri,
solitudini viste da dentro e da fuori, noie metropolitane,
Sandokan, o di quello che ne è rimasto, cani-uomini e
uomini-cani, storie terribili, viaggi, urla raccapriccianti,
silenzi, riscatti, di un uomo.
Anzi due.
Il progetto nasce nel 2005 dall'incontro con Joseph, avvocato congolese; Joseph ha vissuto sulla pelle il dramma della dittatura con l'assassinio del padre e le violenze subite dalla madre e dalle sorelle. La sua sensibilità, la sua razionalità, la sua memoria sono stati l'inchiostro per il primo studio di testo [...]. Un attore racconta in modo personale le vicende di un ragazzino "cresciuto in una notte" e lo fa partendo dai propri ricordi per creare relazioni con ciò che andrà a vivere in prima persona [...]. Lo spettacolo non parla d'Africa. Il lavoro nasce come esigenza di raccontare "una" storia, non "la" storia; tuttavia quest'ultima ci entra e inevitabilmente se ne afferra qualche pezzo [...]. Tutto in una veste semiseria che non disdegna il tragico e in cui la musica dal vivo scandisce il ritmo del tessuto narrativo.
Recensione
Il teatro della parola di Roberto Caccavo è un nudo grido di denuncia che si spalma a piccole dosi con un crescendo tra pathos e parodia. Nella nera ballata semiseria - dichiaratamente non razziale né anti razzista a conquistare la scena è fin da subito un incisivo Roberto Caccavo, narratore e attore, che svela tutta la sua verve da mattatore con un intercalare brillante e toccante di fredda memoria storica.
La prima parte del testo è un misto tra un diario di famiglia e un'invettiva dei tempi moderni che non risparmia attualità, luoghi comuni e politica; la seconda invece lascia il posto alla testimonianza fotografica di uno sterminio decisamente più coinvolgente. [...] L'attore è corpo del monologo, voce e sguardo in un mix sacro e profano a cui l'interpretazione di Caccavo, verace e febbrile, conferisce un tono decisivo. Il tema della pièce è quello della vita come esperienza e trauma, la dittatura africana è piùoal un pretesto che un leitmotiv, che all'occorrenza incalza come una fiera bruta, senza volto né identità. A smorzare i toni un approccio colloquiale semiserio - consono alla cifra della compagnia - e un'autoironia intelligente e acuta che mai vacilla.
L'immaginario ha il suo peso in una performance monologo come questa che tanto affida alla capacità evocatrice dell’interprete. [...]Miriam Monteleone 20 aprile 2008, www.teatroteatro.it
Roberto Caccavo
Attore, autore, comico e regista di teatro, Roberto Caccavo nasce a Santa Flavia (PA) il 27 maggio del '78 sul tavolo di legno dei nonni materni. Fiorentino d'adozione si è laureato a Firenze nel 2006 in Storia del Teatro. Gli anni di formazione teatrale lo vedono da subito impegnato professionalmente con alcuni registi fiorentini (Daniele Lamuraglia, Angelo Savelli, Riccardo Massai, Italo Dall'Orto); frequenta numerosi laboratori e seminari tra cui quelli con: Franco Di Francescantonio, Riccardo Massai, Ugo Chiti, Davide Enia, e quelli organizzati a Benevento dal Teatro Segreto: Ruggero Cappuccio, Claudio Di Palma, Gilles Coullet. A un primo periodo di prosa tradizionale affianca nel tempo un percorso più propriamente sperimentale e di ricerca: è tra i fondatori della Distilleria Teatrale Cecafumo con cui ha messo in scena rivisitazioni in chiave grottesca di Perelà uomo di fumo di Palazzeschi (2006) e Peer Gynt di Ibsen (2007). Insieme a Francesco Rotelli e I Suonatori de La Leggera mette in scena L'Arandora, ispirato al libro di Maria Serena Balestracci (2006). Nel 2007 si unisce ai toscani Omini Riccardo Goretti, Francesco Rotelli, Luca Zacchini e Francesca Sarteanesi (Finalisti Premio Scenario 2007) dai quali si divide circa due anni dopo per intraprendere un percorso di lavoro individuale e collaborazioni aperte: con loro realizza lo spettacolo Gabbato lo Santo (Premio del Pubblico a "Nuove Realtà" dell'Accademia Nico Pepe) risultato di settimane di indagini, incontri e interviste sul territorio (Fondazione Toscana Spettacolo). Dal 2007 collabora col Teatro Popolare d’Arte di Gianfranco Pedullà e gli attori-detenuti della casa Circondariale di Pistoia (Progetto Regionale Teatro in Carcere). Intrattiene rapporti significativi con le Province di Prato e Pistoia. Negli anni ha tenuto numerosi laboratori teatrali per giovani e adulti, professionisti e non: nel 2007 e nel 2008 pensa, realizza e conduce il Laboratorio delle Differenze, con l'organizzazione di Francesco Fantauzzi e il sostegno della Provincia di Prato, progetto interculturale che ha visto la partecipazione di giovani provenienti da tutto il mondo. Con lo spettacolo del laboratorio, SuperStranger, è invitato nel 2008 al Festival Altermundi di Prato. Collabora tra gli altri con Ida Ballerini (scenografa, costumista, attrezzista), col musicista Massimo Liverani di Officine C.R.O.M.A, col documentarista Jean Francois Fardulli, con Luca Privitera. Ha scritto, diretto e interpretato Congotrail, ballata nera semiseria (Festival Presente Indicativo 2008). È fondatore insieme a Emanuela Agostini (coautrice e attrice) dell'associazione Babalush & Capesante. Sta attualmente lavorando ai suoi nuovi spettacoli: Metrocubo, in collaborazione con Andrea Cosentino e 2 (titolo provvisorio); sta ideando i nuovi laboratori 2009 tra cui il Lab delle Differenze e Teatro-carcere.

