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Una decina di schifosi e le mie cinque domande

lunedì 25 agosto 2014

Primo punto: questo tizio ha la bacheca pubblica e i suoi amici hanno commentato pubblicamente, perciò non mi è venuto in mente neanche un motivo per cui avrei dovuto coprire i loro nomi, anche a fronte delle infamie che hanno scritto.
Io ora mi chiedo, sommessamente:
1) c’è davvero tutta questa differenza fra chi taglia una gola ripreso da una telecamera e chi esulta per decine di bambini, e le loro madri e i loro padri, affogati in mare?
2) cosa possiamo fare perché la propaganda della cattiveria non sia infinita? Quanto è giusto che io possa ritrovarmi questa gente accanto, ad esempio, mentre sono alle Poste o in cabina elettorale? Può esserci un limite oltre il quale una persona può essere incriminata? E’ un argomento delicatissimo, lo so, perché tocca la libertà di opinione e si rischia di fare “peggio che meglio”, però io me lo chiedo e lo chiedo anche a voi, perché una risposta precisa ancora non ce l’ho.
3) Tu, cara Angelina Brisotto che odi queste persone perché non sono italiane e poi scrivi “c’è li mandano”, ti rendi mai, anche per sbaglio, anche per un attimo, minimamente conto che tu, con l’italiano, ci hai litigato da piccola e avevi torto?
4) Dalla bacheca dell’autore del post leggo che è fidanzato. E io mi chiedo, in generale e anche se può sembrare che non c’entri una mazza: può mai esistere una vera storia d’AMORE fra due razzisti?

PS. e per chi dice che destra e sinistra non esistono, vogliamo scommettere che invece questi sono tutti di estrema destra?

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