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Da Casaggì a Terza Posizione

mercoledì 22 dicembre 2010

Oggi migliaia di studenti hanno manifestato pacificamente in tutta Italia contro i tagli Gelmini. Altri, invece, sul sito del centro sociale di destra Casaggì, a Firenze, hanno pubblicato un manifesto: "Pochi sguardi nobili vedran l'aurora". Un po' di storia: Casaggì è nata al tempo di Alleanza Nazionale e significa "Casa AG", cioè "Casa Azione Giovani", l'organizzazione giovanile della defunta Alleanza Nazionale. Fra me e i responsabili di Casaggì, in questi anni, ci siamo rivolti varie accuse. Prima una video inchiesta che realizzai con Ornella De Zordo provava le cattive compagnie di Casaggì, poi loro cercarono di gettare fango sulla manifestazione Un gommone a piazzale Michelangelo, che avevo organizzato contro ogni discriminazione basata sul paese di provenienza. Il fatto è questo: oggi mi collego a http://casaggi.blogspot.com/ e vedo un nuovo manifesto: "Pochi sguardi nobili vedran l'aurora", per l'appunto. Cioè una delle frasi contenute nell'inno di Terza Posizione. Ecco un estratto dell'inno: Lotta armata per la Terza Posizione! Tra mille infamie e tra mille tradimenti, passi sicuri, passi pesanti e lenti; tra mille voltafaccia c'è chi marcia ancora, pochi sguardi nobili vedran l'aurora! Un po' di memoria: Terza Posizione nasce dalle ceneri di Lotta Studentesca, editrice del periodico "Per la Terza Posizione", fondata a Roma nel 1976 da Peppe Dimitri, Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore. Partiamo dal primo: Peppe Dimitri. Il 14 dicembre 1979 un'auto della Polizia di Stato notava tre ragazzi che trasportavano alcuni scatoloni da un sottoscala a un'automobile. Uno di loro era Peppe Dimitri, che fu bloccato dagli agenti mentre stava per aprire il fuoco. Per gli inquirenti si poteva parlare di un doppio livello di Terza Posizione: uno "politico", alla luce del sole, e uno occulto, "militare", di cui era capo Dimitri. Arriviamo agli altri due, Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore. Nel settembre 1980 la magistratura ordinò un blitz contro Terza Posizione: centocinquanta perquisizioni, dieci arresti e otto ordini di cattura a persone già in carcere. Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi si sottrassero all'arresto espatriando all'estero. Moltissime cose ci dividono, me e voi, ragazzi/e di Casaggì. Ma vorrei che ci unisse il rifiuto della violenza ideologizzata. Sparata. Bombata. Di quella violenza che si richiama a ideologie e frasi che la storia dovrebbe seppellire nella sua pattumiera. Vi definite "destra non conforme". E per certi versi, certamente, lo siete. E allora non conformatevi alle parole di padri sbagliati, agli slogani di certi parenti scomodi e alle frasi violente di qualche nonno ingombrante. Sarebbe bello scoprire, pur nella diversità dei nostri approcci politici, di avere in comune almeno il rifiuto di protagonisti politici che hanno ingobbito la storia italiana sotto il peso della violenza minacciata, praticata, esplosa.

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