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31 gennaio 2010

Toscana mon amour

Non ho tempo per fiatare, pochissimo per scrivere, molto per ascoltare, videoriprendere, incazzarmi un pò e impegnarmi parecchio. E' il tour "La Toscana che cambia", che mi porta in giro per comitati, associazioni e gruppi con lo scopo di documentare, con cinepresa e dati, la Toscana peggiore: quella degli abusi edilizi, della speculazione, del menefreghismo. Ma anche quella che esiste e resiste, che crede nell'ambiente e dunque in se stessa.
Un tour di resistenza ambientale da cui scaturirà (come minimo), un documentario.
Hasta l'ambiente, lunedì 1 e martedì 2 febbraio tappa a Lucca.
Di seguito una brevissima intervista che ho rilasciato al Comitato per Campiglia, che ho avuto modo di conoscere nei giorni scorsi, e pubblicata sul loro bel sito.

Al momento di lasciare la Val di Cornia, Tommasi ha rilasciato la seguente intervista:

Domanda: Il bello e il brutto di tutto quello che hai visto in questi giorni tra Campiglia, Venturina e la sua campagna, Baratti e San Vincenzo...

Risposta: Il bello? I paesaggi preesistenti e ancora in parte ”resistenti”. E ancora la tenacia delle persone che con dignità e coraggio mi hanno accompagnato in questo tour informativo con l’obiettivo di vedere, annusare, riprendere….
Il brutto? La paura che ancora troppe persone provano di fronte a speculazioni, furti del territorio e l’utilizzo illecito dei beni pubblici. Una paura che impedisce di alzare la testa e rivendicare l’ambiente come bene della collettività. Resto comunque fiducioso dopo aver conosciuto tante persone dalla mente lucida e il cuore grande.

D: Di tutte le cose viste quella che ti ha colpito di più...

R: I pezzi mancanti delle montagne come se un grande mostro chiamato profitto ne avesse staccato interi ettari a morsi.

D: Tornerai a Campiglia?

R: Sì, quando il documentario sarà pronto sarò felice di organizzare insieme al Comitato una proiezione pubblica.

Pubblicato da Saverio Tommasi alle 23:57 in Riflessioni.
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