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Cosa pensa la gente, davvero, dei clochard

martedì 10 gennaio 2017

Io sono un cittadino modello di una città modello, integrato in un sistema economico modello in cui tutto va bene, a parte i clochard.


A Firenze è morto un clochard, per il freddo. Ne erano già morti cinque, nei giorni scorsi. Sono gli invisibili degli invisibili. Gli ultimi. Gli appestati. Non consumano, non fanno profitto, non garantiscono pacchetti di voti, non siedono nei cda delle aziende, hanno pagine facebook con pochi like e la maggioranza di loro non è neanche iscritta al social di Mark. Sono corpi estranei alla società, i clochard, non si riesce a spiegarli. A codificarli. A inquadrarli. Sono esclusi anche dalle indagini di mercato. Non si riesce neanche a chiamarli, perché "clochard" sembra una presa di giro ma "barboni" pare offensivo. O vanno in tv redenti e ripuliti, per glorificarci che li abbiamo salvati e quando ringraziano diciamo "no no, ho fatto il minimo" scuotendo la nostra manina pulita di fronte ai loro visi appena ripuliti, oppure crepino di freddo, possibilmente in un angolo che non è mai troppo in là, perché signori miei questo è il salotto della città, e non vorrete rovinare con un morto le nostre vacanze che ci siamo tanto sudati, poi abbiamo i turisti e la Befana è passata appena da quattro giorni e siamo nell'anno nuovo, signori clochard, non sciupateci l'entrata con la vostra dipartita. Siate gentili, signori clochard, cercate di capirci.


E comunque prima i clochard italiani. I cartoni prima agli italiani. I morti di freddo prima stranieri, che non è giusto che gli italiani passino sempre avanti a tutti.


Crepate in silenzio, cari clochard/barboni, come avete vissuto. Abbiate un po' di creanza, e se non sapete cosa sia la creanza almeno un pacco di decenza. Non ci fate sfigurare, noi dobbiamo amministrare.


I clochard li senti urlare la notte, mentre svegliano la gente che il giorno dopo lavora e vorrebbe riposare. Che fastidio, signori miei, queste persone che non si integrano e non lasciano riposare gli altri.
I clochard puzzano, spesso bevono ma bevono sempre schifezze, eppure il vinaino all'angolo ha prezzi onesti, chissà perché non vanno a comprare il vino da lui.
Poi i clochard non si fanno mai la barba e le donne clochard non si radono le gambe e qualcuno dice neanche le ascelle. Gli regali le coperte perché non muoiano di freddo e poi loro muoiono lo stesso di freddo. Sono proprio degli ingrati, i clochard.


Nonostante questo noi gli vogliamo bene e un po' ci dispiace, quando siamo costretti a leggere quei titoloni che scrivono che della gente è morta di freddo. Però se quando fa freddo almeno nevica possiamo andare a sciare, così ci passano i pensieri brutti. Perché essere clochard non è una bella cosa. Dovremmo fare una legge per abolirli, i clochard. Che se ne stiano a casa loro, almeno quando c'è freddo, no?

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