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È già sera

Saverio Tommasi ha scritto un ricordo per il libro È già sera di Gianni Somigli.
Somigli, con il suo libro, fa incontrare il protagonista della storia con magistrati, testimoni e familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, con i quali cercherà di rispondere alla domanda: Cosa Nostra esiste anche in Toscana?

La testimonianza di Saverio Tommasi, in appendice al libro, è insieme a quelle di Mario Luzi, Oliviero Beha, Margherita Hack e altri. Ve la proponiamo in versione integrale, anche come incentivo all'acquisto del bel libro di Gianni Somigli:

Scusa se ti parlo di stragi

Questa è una storia breve, inizia ed è già finita. Una storia che non si racconta prima di dormire, perché il sonno se lo porta via.
Inizia così, avrebbe potuto iniziare cosà, non sempre si può scegliere.
La mia partenza inizia con la loro dipartita: con i cinque morti della strage di matrice mafiosa e di matrice vattelapescamaiounideacelho. Io i cinque non li conoscevo, dicevo. Niente di strano, non erano famosi, anche se magari di cose importanti ne avevano fatte: scritto una poesia, dato un bacio, ma io non li conoscevo. Per me sono nati morti. Non credo sia una colpa ma certo è un fatto: li ho conosciuti quando la bomba era già scoppiata. Ho saputo della loro esistenza quando è terminata. Ed è strano come ci si possa affezionare a un morto, addirittura a cinque, un segno di beata pazzia. Se solo sapessimo cosa significa, pazzia. Ma non è una brutta parola, infatti si dice "pazzo d’amore", ma "pazzo di odio" non lo usa nessuno. Si dice "impazzito dalla rabbia", ma succede quando accade qualche cosa all'amore, quando l'amore ci viene strappato e allora viene fuori la rabbia, che è figlia dell'amore.
Questa è una storia al contrario. Che parte dal non conoscerli e arriva più in là. Perché? Nelle storie normali i buoni vincono sempre, nelle storie al contrario il finale è da scrivere. Non avete capito, ve lo spiego. Partiamo dai personaggi. Ci sono i cattivi, in tutte le storie ci sono i cattivi, ci sono i cattivi in Cappuccetto Rosso, Cenerentola, anche nella Carica dei 101 ci sono i cattivi. E ci sono anche in questa storia. Persone e personaggi, cattivi e cattivissimi.
Qui però i cattivi vorrebbero diventare buoni. Ma una storia così non c'è neanche nelle favole, i cattivi sono cattivi e restano cattivi, dico bene? E tutti sanno che sono cattivi e non ci sono cattivi che fanno i buoni, i cattivi non diventano buoni a metà storia, e neanche nelle storie al contrario può succedere una cosa del genere.
I cattivi non possono decidere il finale, quello spetta a noi. Spetta a noi trovare delle risposte per delle storie così brutte che sarebbe bene non ci fossero state, ma siccome ci sono state, perché non riaccadano, l'unica cosa da fare è raccontarle, raccontarle, raccontarle. E siccome certe storie non sono favole, non si raccontano prima di dormire, perché il sonno se lo portano via. Ma questo mi sembra di averlo già detto.
La storia era breve ed è già finita. Questo ve l'avevo detto sicuramente.
Buona narrazione a tutte e a tutti.

di Saverio Tommasi

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