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Come costruirsi una centrale nucleare in giardino e salvare il mondo

Spettacolo scritto, diretto e interpretato da Saverio Tommasi.

Elaborazioni musicali alla chitarra, dal vivo, Andrea Cincinelli.

 

A che punto siamo e cosa vogliamo dire

Oggi, chi propugna il ritorno al nucleare, in Italia, è una ristretta minoranza. Però in aumento, per effetto della più lunga campagna mediatica di convincimento, basata su tre punti cardine: la presunta sicurezza nella costruzione e nella gestione delle nuove centrali nucleari ("il nucleare è sicuro"), la tesi per cui la produzione dell'energia nucleare non produrrebbe inquinamento ("il nucleare è un'energia pulita"), e la teoria secondo la quale sarebbe possibile, con l'energia nucleare, abbattare i costi e produrre energia a basso prezzo ("energia quasi gratis per tutti").
Lo spettacolo Come costruirsi una centrale nucleare in giardino e salvare il mondo (e altre 100 balle), è uno spettacolo di civiltà e risate (amare) contro lo spettacolo dell'inciviltà della disinformazione, costante e costosa, effettuata in modalità pubblica con convegni privati. Il nostro lavoro vuole essere un'opera di informazione, che attinge alle fonti e lavora con le parole e le immagini, nel solco della tradizione del migliore teatro civile.

Dove

Lo spettacolo prevede un rapporto diretto con il pubblico. Noi siamo qui e il pubblico è là, ma potrebbe essere l'inverso e potrebbe essere recitato in mezzo alla gente. La gente salire sul palco. E qualche volta succede.
Il palco c'è, quando c'è, ma non è mai barriera o quarta parete. Non è divisorio. Una pedana rialzata per renderci visibili, non per elevarci. A seconda della situazione. Teatri, scuole, piazze, circoli. Lo spettacolo si modula, si intreccia e si scompone con le storie che racconta e con i luoghi che lo ospitano. Uno spettacolo fatto di storie contro le scorie. Quelle fisiche e quelle mentali.

Struttura

Lo spettacolo è diviso in scene. Lo diciamo perché altrimenti non ve ne sareste accorti. Le parti, le fasi, i momenti, le scene, i quadri scena e le scene a quadro, infatti, si accompagnano e si fondono, amalgamandosi in un magma, se non sembrasse un gioco di parole.
Non ci sono pause, se non quelle teatrali. Respiri profondi, quelli sì.
Si corre e si scorre, tornando indietro, qualche volta, per richiamare concetti e tesi, anche con l'aiuto del sorriso e dell'ironia, della leggera (mica tanto) presa in giro. Vignette umoristiche e grafici scientifici. Non è una conferenza, non è uno spettacolo. È una conferenza spettacolare. Uno spettacolo di conferenza. Cantata, suonata e recitata. O recitata, suonata e cantata. O suonata, cantata e recitata. È un intreccio, l'abbiamo detto, di quelli fatti ad arte, come i maglioni delle nonne. E che proprio dalla storia (quella dell'energia), dal lavoro (quello degli scienziati), parte per arrivare al futuro (quello di tutti, anche di chi pensa che "l'energia nucleare salverà il mondo").

Alcuni degli argomenti affrontati

Come lavorano gli scienziati. Quelli seri e gli imbonitori. Dal processo della peer review ("revisione dei pari") agli infiltrati scientifici. Come teorie assolutamente minoritarie e screditate (dai pesticidi che rafforzerebbero le difese immunitarie nell'uomo al nucleare pulito), riescono, con l'aiuto di qualche giornale compiacente, ad accreditarsi come possibilità nel dibattito scientifico. E come, altrettanto velocemente e con una minima opera di informazione, sarebbe possibile espellerle dal corpo del dibattito. Esempi di articoli, titoli e copertine di giornali.

Cambiamenti climatici. Dalle bufale alle teorie negazioniste. E dunque: dalla storia dell'uomo con la canottiera al sole responsabile dei cambiamenti climatici. Da Plutone che si scalda alla storiella di Annibale che attraversò le alpi con gli elefanti. Dalle teorie "non è vero che il clima cambia" alle teorie "sì, dai, è vero, il clima sta cambiando ma la vita ha bisogno di un clima mite, quindi bene così, viva l'anidride carbonica, cibo per le piante!", fino ad arrivare all'ultima "insomma, sì, anidride carbonica e gas serra fanno male e il clima caldo non produrrà benefici, ma proprio per questo bisogna costruire centrali nucleari, per salvare il mondo dal petrolio e dal carbone!"

Storia delle energie. Dal petrolio al carbone, storia di sistemi inquinanti e perdenti. Roba vecchia a cui mancava il terzo ingrediente, l'energia nucleare.

Chi vuole il nucleare in Italia? Storia dei grandi gruppi industriali, dall'italiana Eni alla francese Areva. Dall'ex ministro Claudio Scajola all'Aspen Institute. Una precisa ricostruzione della più lunga campagna mediatica per convincerci che il nucleare è prossimo all'alba (invece che al tramonto).

Storia del nucleare in Italia. Dal referendum alla storia di Saluggia, il paese in provincia di Vercelli, Piemonte, il paese più radioattivo d'Italia.

Perché no al nucleare. In questa parte vengono affrontati tutti gli aspetti considerati a rischio. Dal costo (enorme e non totalmente definibile), alla sua formazione e al perché, i sostenitori del nucleare, dicono che comunque "conviene". Un'analisi delle cifre per avere una cifra della questione. I rischi per l'ambiente e conseguentemente i rischi per le donne e gli uomini di questa Terra. E anche di qualche altra. Parleremo di energia nucleare a scopo bellico: somiglianze, indizi e intrecci con quella cosiddetta "civile".

Perché sì alle energie alternative. Partendo dal concetto di "energia alternativa". Tenteremo di salutarci con una speranza, ma non è affatto detto che ci riusciremo.

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