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Approfondimento sulla strage di Via dei Georgofili

Il 27 maggio 1993 Firenze ha vissuto quello che è stato definito il più grave atto bellico dalla fine della seconda guerra mondiale.
250 chilogrammi di tritolo, T4, pentrite e piccole parti di nitroglicerina esplosero alle 1,04 in via dei Georgofili, una minuscola via del centro storico di Firenze, accanto al museo degli Uffizi.
Sono stati condannati gli esecutori materiali, il gotha di Cosa Nostra: Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Matteo Messina Denaro (ancora latitante)... siamo invece in attesa di conoscere i mandanti a volto coperto.

Negli anni si sono accumulati aspetti oscuri e indecifrabili: rivendicazioni della Falange Armata - estrema destra europea, poi delle Brigate Rosse, pentiti che hanno tirato in ballo la massoneria: il grande maestro venerabile di Palazzo Giustiniani, il Grande Oriente.
Dubbi sull'autosufficienza mafiosa nella strage sono stati sollevati dalle più alte personalità impegnate nella ricerca della verità: gli ex procuratori antimafiaPiero Luigi Vigna e Bruno Siclari, l'ex presidente del comitato di controllo sui servizi segreti Ugo Pecchioli, il magistrato che indagò sulla strage Gabriele Chelazzie il Pubblico Ministero Giuseppe Ayala (già PM al maxiprocesso di Palermo).
L'ex senatore Nando Dalla Chiesa confermò la ricezione da parte di 39 persone, parlamentari compresi, del cosiddetto papello (in dialetto siciliano "conto da pagare"), che Salvatore Riina inviò in quei mesi con lo scopo di intavolare una trattativa fra Stato e Cosa Nostra. Vi fu questa trattativa? Chi ricevette il "papello"? E' vero che tutti lo cestinarono? Perché nessuno in 14 anni ha avuto il coraggio di dire: "sì, io ricevetti il papello"?
Tornano alla mente le parole dell'allora presidente del consiglio Carlo Azeglio Ciampi, che a caldo non escluse un piano di tipo cileno, come quello che nel '73 in Cile portò al potere il generale Augusto Pinochet...

Il testo ricostruisce, in maniera dettagliata e documentata, i momenti della strage del 27 maggio 1993 ma anche il suo contesto: le altre stragi '92-'93, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, le bombe a Roma e a Milano, l'attentato al giornalista Maurizio Costanzo.
Sette stragi in una manciata di mesi, gli stessi mesi che videro la morte della prima repubblica e la nascita della seconda con l'incalzare di "Tangentopoli" e "Mani Pulite".

Lo spettacolo, scritto diretto e interpretato da Saverio Tommasi, ha avuto la supervisione e il sostegno dell'Associazione Tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili.

Lo spettacolo ha debuttato in forma di studio nel maggio 2007 in una serata organizzata dalla stessa Associazione dei Familiari delle Vittime nel 14esimo anniversario.

Lo spettacolo ha raggiunto nel tempo una forma di completezza ed è ora rappresentabile in tutta Italia in una nuova veste e forma totalmente a memoria, ma puoi vederlo nella sua prima forma di lettura teatralizzata.

 

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