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La messa non è finita - processo per "smisurato amore" a don Alessandro Santoro

Locandina dello spettacolo

Produzione Comunità di base le Piagge / Ass. Il Muretto

Il testo è stato pubblicato nell'omonimo libro "La messa non è finita - processo per 'smisurato amore' a don Alessandro Santoro". Il libro ha la prefazione di Maurizio Maggiani.

 

Un parroco, un pastore di anime, sposa una coppia e viene allontanato dalla guida della sua comunità. Il parroco è don Santoro, la donna era nata uomo.
Il fatto ha avuto cronaca nazionale e il testo nasce da un incontro, lungo tre anni, di Saverio Tommasi con la Comunità di Base e con lo stesso Ale, il prete della comunità. Quello rosso, disobbediente, sovversivo, quello aggettivato con mille termini e mai correttamente definito. Infine rimosso, senza dimora, paria.
Una riflessione sul sesso e sulla Chiesa, intrecciati ed entrambi quasi mai appagati. Uno spettacolo/processo di cui tutti, e in cui tutti, siamo testimoni e imputati.
Imputata è la società, le leggi degli uomini, le leggi della Chiesa, nodo del dibattimento è la scelta fra l'uniformarsi e lo scegliere di seguire un'etica superiore, la domanda chiave è comprendere se un credente, un parroco, un pastore di anime o qualsiasi essere umano debba scegliere di seguire la legge divina o le regole che la Chiesa si è data.
Lo spettacolo è anche l'occasione per raccontare la chiesa di periferia, il centro sociale sede della messa, degli incontri, riunioni e cene, e la personalità di Alessandro Santoro, uno dei maggiori esponenti della teologia della liberazione. E ancora indagare le contraddizioni fra Chiesa e Vangelo, fra repressione e perdono, fra negazione dei diritti alle coppie omosessuali e tentativi dal basso di costruire nuovi percorsi di "liberazione".
Una riflessione su noi stessi partendo dagli altri.
E c'è spazio anche per le parole dell'accusa, di chi crede invece nell'importanza di seguire le leggi degli uomini più che le necessità, degli uomini.

 Volantino in forma di segnalibro - ante

La messa non è finita - processo a don Alessandro Santoro, il nuovo spettacolo di Saverio Tommasi, parte da una storia di cronaca recente, accaduta a Firenze ma che sarebbe potuta accadere in ogni luogo d'Italia, ma non in tutti i paesi europei.

Quello che Saverio Tommasi mette in scena è un processo, accusa e difesa, centoventi voci e un solo interprete sul palco. Un intrecciarsi di storie e racconti, un'indagine esistenziale talvolta frivola, accennata, talaltra complessa. Si gioca con le parole, le assonanze, i modi di dire, le frasi fatte e i pensieri incompiuti.

Dal diritto canonico al punk: quasi duecento interviste hanno preceduto la scrittura del testo.
Dalle leggi di natura alle leggi dell'uomo, una riflessione post-moderna della vita a partire dalla sua negazione. Dall'etica interiore alle convenzioni che la società ci infligge. Dall'accettazione delle regole al loro sovvertimento. Dai transessuali ai vescovi preposti. Dai matrimoni negati al "progetto del diavolo di disgregazione della famiglia sacrale".
Una storia millenaria fatta di cadute, risalite, alcune scuse pubbliche, qualche mea culpa e una valanga di silenzi.

Provocatorio, rappresentarlo in teatro. Per secoli la Chiesa ha identificato i teatri come luoghi di perdizione, seppellendo gli attori in terra sconsacrata, dimenticando come la liturgia stessa sia un rito teatrale che si ripete. Questo pregiudizio contro teatro e attori con il tempo è caduto, giudicato anacronistico perché i tempi cambiano o ciclicamente tornano, e le persone, la società, gli individui, si evolvono. Talvolta.

"Le conclusioni sono vostre, signori giurati".

Musiche BUZZ ON.

 Volantino in forma di segnalibro - retro

Lo spettacolo è l'atto finale di un percorso di rielaborazione di ciò che è accaduto alla nostra comunità e vuole rappresentare un momento di riflessione e discussione.
Abbiamo chiesto a Saverio Tommasi, attore e interprete sociale da anni amico della Comunità, di scrivere e rappresentare uno spettacolo che raccontasse la Comunità di base a partire dal matrimonio celebrato fra Sandra e Fortunato e il conseguente sollevamento di don Alessandro Santoro dalla guida della comunità.
Saverio Tommasi ci ha intervistato, osservato, chiesto, si è documentato, si è mescolato alla quotidianità del Centro sociale, e oggi questo spettacolo rappresenta per noi un importante momento di confronto con la città.
Il ritorno di Alessandro non ha cancellato il desiderio di rileggere insieme, confrontandosi, le vicende degli ultimi mesi.
La funzione principe del teatro è comunicare, e anche a costo di non essere capiti, di essere fraintesi, di essere strumentalizzati, abbiamo scelto di rischiare; pronti al dialogo ma fermi nelle idee e nei sogni.
Non saremo noi a calcare il palco, ma le vicende che abbiamo vissuto. Saranno loro le protagoniste, affidate alla scrittura e all'interpretazione dell'attore (e amico) Saverio Tommasi.

Comunità di base delle Piagge / Ass. Il Muretto

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