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Il gioco della Storia - l'Unità d'Italia è uno spettacolo

Questo è uno spettacolo teatrale adatto a un pubblico di bambini e famiglie.

Premessa

Pensatelo così, questo spettacolo. Come un gioco dell'oca. Al posto di "gioco", però, pensate a "percorso". E al posto di "oca", mettete "Italia". Un percorso in Italia. Fatto a caselle, a caso. Con un dado. Si procede, qualche volta si torna. Indietro. E di nuovo in avanti. E' un gioco. Serio. Serissimo. Ci mancherebbe altro.

Spiegazione (o qualcosa del genere)

Una scenografia di venti metri, quaranta caselle. I genitori intorno, i bambini alla partenza. Prima casella. Un enorme dado a sei facce e via. Pronti. Attenti. Via. L'ho detto. Ogni bambino gioca, nessuno escluso. Del resto è l'Unità d'Italia, e tutti sono coinvolti. E i bambini stranieri? Non esisterebbe l'Italia, senza gli stranieri. Benvenuti.

Non è ancora chiaro? Questo fa per voi

L'Unità d'Italia non è un gioco, ma un gioco può servire a spiegarla. Raccontarla. Farla vivere. Si tira un dado. Enorme. Che tutti possano vederlo. Si compie un percorso. A ogni casella un racconto, una mini-rappresentazione teatral/storica. Coinvolgendo i bambini, cioè i giocatori, cioè i piccoli (e futuri) cittadini. Uno, al massimo due minuti per casella, cioè per mini-rappresentazione. Un totale di quaranta mini-spettacoli. Con interrogazione finale. Con un attore-conduttore che illustra, urla, spiega, interpreta, ride, salta, racconta, trasmette pezzi di storia e valanghe di emozioni, a ogni casella. E poi pone una domanda ai bambini/concorrenti su quanto hanno ascoltato e visto. Rispondono bene? Procedono nel gioco. Rispondono male? Risponderanno meglio al turno successivo.
Una casella parla di Garibaldi, una casella parla di Mazzini, una casella parla di Teano, una casella parla di Anita, un'altra delle camicie rosse... e via così, per quaranta argomenti. Dov'è la Sicilia? Dov'è il Piemonte? Anche queste, sono domande interessanti. Sapere dove siamo per sapere dove stiamo andando.

Il gran finale

Vinceranno tutti, perché il premio sarà l'Unità d'Italia. Qualcuno, però, arriverà per primo alla casella finale. Bene, benissimo, significa che sarà pronto per tornare indietro e prendere per mano i cittadini (bambini) poco distanti. E così arriveranno (arriveremo) tutti. Con cognizione di ciò che ci sta dietro (e cioè le caselle del "gioco" che hanno formato la storia, quella stessa storia, o Storia, che i bambini/giocatori sono stati chiamati a percorrere, e con questo spettacolo sarà anche un percorso fisico); E ancora quello che ci sta intorno, oggi. Perché raccontando loro il "passato" li renderemo capaci anche di leggere il presente. Senza imposizioni, senza indottrinamenti, ma con la libertà di chi, conoscendo, diventa in grado di formarsi.

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