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Stop SIAE

Saverio Tommasi dice basta alla SIAE e da settembre 2008 i suoi testi diventano liberamente rappresentabili. Di seguito le motivazioni.

Premessa

La SIAE tutela gli interessi economici, fra gli altri, degli autori teatrali, riscuotendo e dividendo i compensi derivanti dalla rappresentazione dei loro testi e curando i rapporti con società estere. Con una quota di iscrizione annuale la SIAE si occupa di tutte le questioni economiche, facilitando un lavoro che per un autore risulta spesso impossibile.

Peccato che la SIAE, nella sua spasmodica ricerca di tutela economica, abbia omesso la ricerca del "bene comune", fondamento di un teatro intelligente, ammiccante all'essenza più che alla rendita.

In particolare

La società privata SIAE agisce in Italia in ragione di un monopolio legale (ovvero, monopolio stabilito per legge). In altre parole non sono possibili soluzioni alternative, a esempio dare vita a un'associazione composta da autori di teatro civile o una cooperativa di autori di teatro ragazzi.

In Italia gli autori teatrali sono obbligati ad affidarsi all'opera di un monopolista che agisce pro domo sua, da una situazione di potere e arroganza, dove la tutela del pubblico, vero destinatario di qualsiasi opera, è inesistente. La SIAE mina la libertà di conoscenza in cambio di qualche royalty versata all'autore per lo sfruttamento di un suo testo.

Inoltre l'articolo 1 del Regolamento Generale della SIAE specifica che "l'iscrizione comporta il conferimento alla società del mandato per l'esercizio di tutti di diritti su tutte le opere di competenza delle sezioni per le quali l'iscrizione dispiega i suoi effetti", in altre parole una volta iscritto un autore teatrale non può più concepire alcuna opera che non debba a sua volta essere "tutelata" dalla SIAE.

Primo esempio. Se fossi ancora iscritto alla SIAE e volessi scrivere un testo per fare divertire mio figlio di sei anni e i loro amici recitandolo davanti a nonni e genitori non potrei farlo, a meno di non depositarlo prima alla SIAE e dunque costringendo i bimbetti a pagarmi.

Secondo esempio. Se volessi scrivere un testo per raccontare degli omosessuali uccisi dal nazifascismo e poi regalare una rappresentazione pubblica perché magari percepisco un parallelismo con l'attualità non potrei farlo, a meno di costringere gli organizzatori a pagare la SIAE.

Terzo esempio. La SIAE non ammette di non essere pagata. A maggior ragione se lo spettacolo è a titolo gratuito; proprio così, l'esempio tipico è quello di una classica serata di beneficenza: il pubblico entra gratuitamente e anche l'attore, magari per una serata, decide di recitare senza compenso, per sovvenzionare, faccio un esempio, l'acquisto di un'ambulanza. In questo caso la SIAE, per la pubblica rappresentazione, si fa pagare, chissà perché, una cifra maggiore che se il pubblico fosse stato pagante. Per restare all'esempio di prima la SIAE pretende un pezzo di ambulanza più grande che se il pubblico, al contrario, fosse stato pagante. Il concetto è chiaro: secondo la SIAE le cose si fanno per guadagnare e non sono benvisti coloro che, oltre che per mestiere, usano la loro arte anche per contribuire a migliorare uno spicchio di questo mondo.

Il divieto per un autore di contribuire all'acquisto di un'ambulanza (sempre secondo l'esempio di prima), è sancito dall'articolo 27, secondo cui è vietato, all'iscritto SIAE, di rilasciare direttamente permessi di utilizzazione, anche se a titolo gratuito.

La SIAE toglie libertà agli iscritti e al pubblico concedendo in cambio all'autore una manciata di denari, scordandosi che non esiste abbastanza denaro che renda un'ingiustizia più giusta. Per questo ho chiesto dimissione, per questo cerco di informarvi su come funziona la SIAE, moderna macchinetta mangia soldi e mangia idee.

Conclusioni

Il teatro che faccio è informazione, denuncia, ricerca, inchiesta, scoperta, incazzature e abbracci, commozione e risate. È teatro civile, e il teatro civile è prima di tutto l'idea della condivisione di un sapere, di un'emozione, ricerca collettiva della verità. Principi incompatibili con l'attuale organizzazione della SIAE, anche a costo di guadagnarci meno, è ovvio.

Saverio Tommasi ha scelto la licenza di distribuzione Creative Commons by-nc-sa 2.5 Italia, decidendo così di convertire il decalogo degli obblighi a cui gli utenti sarebbero stati obbligati a sottostare (copyright), in uno sorta di statuto civile dei loro diritti, intoccabili nel tempo e invariabili presso terzi (copyleft).

Se la natura ha creato una cosa meno soggetta delle altre alla proprietà esclusiva, questa è l'azione della potenza del pensiero chiamata idea, che un singolo può possedere in maniera esclusiva finché la tiene per sé; ma nel momento in cui essa è divulgata, costringe se stessa a essere proprietà di ognuno, e chi la riceve non puograve; restituirla. Colui il quale riceve un'idea da me, riceve istruzioni senza diminuire le mie, così come colui il quale accende la propria candela con la mia, riceve luce senza toglierla a me.

Thomas Jefferson

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