Sei in: Home » Spettacoli teatrali » Uguali a chi? Omocausto, un dramma dimenticato

Uguali a chi? Omocausto, un dramma dimenticato

Testo vincitore del premio letterario Firenze per le culture di pace, dedicato a Tiziano Terzani

Spettacolo in forma di lettura teatralizzata, scritto, diretto e interpretato da Saverio Tommasi.

Elaborazioni musicali alla tromba, dal vivo, Martina Dainelli.

Richiedi questo spettacolo.

Il protagonista è un gerarca nazista, vestito elegantemente, giacca e cravatta. Ai piedi un paio di pantofole blu. Parla. Senza giustificazioni, solo narrazioni. Numeri e persone che equivalgono a numeri. Gli esperimenti, le suddivisioni dei prigionieri in gruppi: gli omosessuali problematici (recuperabili sotto l'aspetto psicologico), gli omosessuali irrequieti (oscillanti tra virilità e omosessualità), e gli omosessuali incalliti (coloro che amano lavorare a maglia o ricamare). E poi i tentativi di guarigione con operazioni chirurgiche e iniezioni letali per studiarne le reazioni. I compulsivi, l'ormone sintetico, i lavori forzati e le terapie di contrasto, come l'elettroshock.

Il protagonista gioca con il presente e il passato, mescolandoli, anche nei tempi dei verbi. Imperfetto, presente, quasi mai passato remoto. Perché non è remoto e forse non è neanche del tutto passato.
Al termine dello spettacolo Saverio Tommasi aprirà una discussione con il pubblico, partendo dalla proiezione di due inchieste video che ha realizzato sulle cosidette "terapie riparative", al fine di utilizzare la memoria non come sommatoria degli avvenimenti del passato ma come bagaglio culturale per leggere e interpretare il presente. Ecco i video: Psicologi e guaritori d'omosessuali e Guarire si deve: chiesa e omosessualità.

L'oggi di oggi sarebbe diverso, se tutti conoscessero quello che è accaduto ieri. Sembra un gioco di parole, invece si chiama memoria consapevole.
Il testo dello spettacolo, scritto da Saverio Tommasi, ha vinto il "Premio letterario Firenze per le culture di Pace dedicato a Tiziano Terzani 2010". Il premio è realizzato dall'associazione "Un Tempio per la pace" in collaborazione con la Regione Toscana, il Comune di Firenze e la provincia di Firenze.
Il testo è stato pubblicato nel libro Racconti per la pace

Sì, il triangolo rosa è esistito. Nasconderlo significherebbe costringere di nuovo dietro il filo spinato le vittime della barbarie nazista. Ed è necessario raccontarlo perché "tutto ciò che capiamo ci appartiene".
Io sono più fortunato di quel ragazzo a cui la siringa, lanciata da un infermiere pazzo in quell'assurdo gioco delle freccette, ha raggiunto il cuore. Io sono più fortunato, e probabilmente anche voi. Ma ora quella storia è anche nostra, e non potremo più dire "Io non sapevo".
Un tempo si diceva: "Siete tutti coinvolti". Dovremmo aggiornarla, quella frase: "Siamo tutti coinvolti". E in questa impresa della memoria nulla va lasciato in disparte.

Saverio Tommasi